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La Scuola di musica della Carnia, con la direzione artistica del Maestro Francesco Gioia, pianista e direttore d’orchestra di fama internazionale, riparte a settembre con i corsi di violino, flauto e clarinetto, che vanno ad arricchire l’offerta formativa composta dai corsi di chitarra, percussioni, pianoforte, fisarmonica e canto.

L’obiettivo è consentire a tutti, giovani e no, di avvicinarsi e condividere il mondo della musica e del canto, di qualsiasi estrazione sociale siano, da qualsiasi paese della Carnia e Tarvisiano provengano. Per questo la quota di partecipazione richiesta agli allievi è simbolica e i percorsi proposti seguono ogni allievo singolarmente fino a portarlo, se lo desidera e ne ha le capacità, ad accedere al Conservatorio di Udine e Trieste, in virtù delle convenzioni stipulate con le “università” della musica del Friuli Venezia Giulia.

È questa la specificità dell’Amc, che sta per Associazione musicale della Carnia – di cui la scuola è un’emanazione – nata all’inizio degli anni ottanta dai soci del Rotary Club di Tolmezzo, che continuano a esserne anche oggi convinti sostenitori insieme agli altri Rotary dell’Alto Friuli.

«La Scuola è stata diretta per molti anni dal maestro Giovanni Canciani, che ha contribuito a elevare il livello didattico e, insieme agli insegnanti, hanno formato centinaia di allievi, alcuni dei quali hanno continuato gli studi al Conservatorio, diplomandosi brillantemente», spiega Andrea Michelutti, attuale presidente dell’Associazione.

«Le lezioni sono individuali e la cadenza è modulata a seconda dello strumento e degli accordi tra allievo e insegnante – aggiunge il presidente -, in un percorso che può prendere per mano i bambini in tenera età per portarli fino alla soglia del Conservatorio». Ma non solo loro. Non è inconsueto, infatti, che alla Scuola arrivino persone di diverse età, per poter dare corso a una passione o a una propensione cui, per motivi diversi, non hanno potuto dedicarvisi prima. «Per ognuno è studiato il percorso migliore, sempre con grande attenzione alla qualità dell’insegnamento», aggiunge il presidente.

Dopo il periodo di fermo imposto dalla pandemia, in cui peraltro la scuola è rimasta sempre attiva, fornendo un servizio di lezioni a distanza, è stato organizzato, a giugno, il saggio degli allievi che per diversi mesi hanno dovuto restare in allenamento a distanza e, nonostante il pubblico necessariamente limitato, «è stato un evento emozionante», sottolinea il presidente. È stato il segnale della ripartenza e della confermata determinazione della comunità carnica e dell’Alto Friuli ad essere motore di opportunità per il proprio territorio, con lo spirito volontaristico e costantemente presente di chi crede che investire sulle persone sia un valore inestimabile, soprattutto per aprirle al bello e all’arte.

L’impegno a sostenere la frequenza degli allievi con costi significativamente ridotti sarà ampliato prossimamente con la messa a disposizione di alcune borse di studio.