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Argentina, Iran, Italia: distanze notevoli fra queste mete, ma Beng le ha percorse con agilità, riuscendo a sancire la ripresa post pandemia con tre commesse milionarie in tre angoli così diversi del mondo. Con le sue soluzioni per l’illuminazione di altissima gamma nell’ambito dell’automotive, riuscirà a illuminare progetti molto diversi fra loro, ma tutti estremamente sfidanti e tali da confermare la qualità di un’azienda che, dalla Carnia friulana, riesce ad affermarsi nelle più diverse piazze internazionali. 

In Iran e in Argentina, Beng si occuperà di sviluppare dispositivi per automobili a grande tiratura, costruendo anche le attrezzature per realizzarli. In questo caso, le auto saranno vendute nei rispettivi Paesi. «I costruttori locali ci hanno chiesto un supporto – specifica Bearzi –, a partire dalla nostra vasta e consolidata esperienza riguardo alle nuove tecnologie di illuminazione». 

Sono tre progettualità che contribuiranno ad aumentare in modo significativo il bilancio di Beng nel prossimo triennio, oltreché a confermare e consolidare la dimensione internazionale di questa azienda contenuta, ma molto attiva. «Siamo molto soddisfatti per aver raggiunto questi traguardi – riconosce l’imprenditore – e per di più in un periodo particolare e difficile come è stato quello contrassegnato dalla pandemia. È il risultato di un duro lavoro e di molti anni di sacrifici, per farci conoscere e apprezzare, Siamo un’azienda piccola, ma dotata al proprio interno di tutto il know how e la tecnologia necessari per affrontare queste sfide». Alla soddisfazione per i risultati ottenuti dall’azienda si somma quella per poter far conoscere la Carnia ovunque nel mondo e testimoniare con i fatti che anche in montagna è possibile fare impresa con successo. 

«Ci sono molte ragioni per non avviare un’impresa oggi – considera realisticamente il fondatore e amministratore delegato Giovannino Bearzi –. Ma ce n’è una buona e legittima che in Beng respiriamo costantemente: la forza dei miei collaboratori, che sono il motore, e quella dei miei figli, che sono l’anima dell’impresa».